Carla Stroppa: “Il doppio sguardo di Sophia” di Moretti & Vitali.

Un libro sull’eterno femminino che, come Goethe ha rappresentato nel Faust, si presenta come una forza dell’anima femminile che spinge la coscienza verso le sue potenzialità spirituali e di coscienza superiore.

Le riflessioni raccolte nel saggio “Il doppio sguardo di Sophia. L’eterno femminino e il diavolo, nella vita e nella letteratura”, edito da Moretti & Vitali ci conducono alla scoperta di noi stessi, della natura profonda dell’anima, della sua ambivalenza e nello stesso tempo del suo possibile equilibrio

Sofia come massima potenzialità dell’anima (che riguarda naturalmente entrambi i generi) che riesce a far convivere aspetti tra di loro contrastanti e contraddittori, permettendoci con conciliarli nell’armonia.

“In questi ultimi anni – spiega Carla Stroppa in una recente intervista alla Radiotelevisione Svizzera  – l’ascolto di alcune storie femminili mi ha fatto constatare quanto, nella struttura della personalità e nel comportamento delle donne, il confine fra le determinanti della storia personale, di quella collettiva e lo sfondo archetipico della psiche sia friabile, così come è friabile quello fra il suo lato in luce e il suo lato in ombra. L’indubbia necessità di recuperare il valore del femminile e la sua visibilità nella scena sociale sta colonizzando la comunicazione di massa e sta rischiando di diventare una voce convenzionale come tante altre, un’ipnosi, come se la priorità dei valori da recuperare non celasse il suo doppio, la sua ombra, la sua ineludibile complessità”.

Uno modo di prendere le distanze dal tema pericoloso dell’emancipazione femminile che rischia enfatizzare solamente certi aspetti come quelli dello sviluppo della volontà, della determinazione, dell’entrare in scena come protagonista nel sociale che sono tipici del maschile.

In realtà la donna contemporanea, lontana dall’emanciparsi, così facendo non fa altro che imitare in modo stereotipato il maschile piuttosto che incarnare la pienezza oriniginaria del femminile.

L’eterno femminino che nella storia umana è stato bene espresso in quella pienezza di corpo e spirito, di arma e di animus, di femminile e di maschile che è stata rappresentata soprattutto nei valori dell’umanesimo, nell’arte, nella musica, nella poesia più che nel sapere scientifico.

Nel linguaggio junghiano come dimensione dell’anima che non coincide con il genere femminile bensì con l’aspetto femminile della psiche che può essere presente sia nell’uomo che nella donna. Eterno femminino come dimensione archetipica dell’anima che è ispirazione profonda, grazia, sapienza relazionale, trascendenza dell’umano verso il mistero. Eterno femminino con le sue luci e ombre: seducente, diabolico, distruttivo ma anche rigenerante, puro e salvifico nel suo aspetto di conoscenza e ascesi superiore.

Una ambivalenza, che prima della psicoanalisi è stata indagata dal mito e quindi dalla letteratura, avvicinabile e comprensibile con quel doppio sguardo tipico del pensiero junghiano che permette ti guardare e teneri insieme i due volti di tutti i fenomeni.

Ecco allora Sophia come rappresentazione del processo di individuazione di un essere umano che è riuscito ad integrare i due aspetti del femminile, le sue luci e le sue ombre.

L’esperienza clinica dimostra che quando non riconosciamo il lato oscuro esso si esprime in maniera autonoma come per esempio con un brutto rapporto con i figli, una rabbia immotivata, gelosie e calunnie. Tutto ciò che non riconosciamo rischia di essere proiettato nella vita con tuta la sua portata distruttiva. Il mondo diventa allora portatore di un male che è quello che non riusciamo a riconoscere dentro di noi,  nella sua portata sia ontologica e irriducibile come nella sua dimensione complessuale originata dal trauma e della ferita.

Più che le teorizzazioni è la grande letteratura che racconta l’anima, ossia la psiche, mettendola in scena nelle sue dimensioni esistenziali e archetipiche, nella sua capacità di racconto della vita.

Dell’autrice, psicoanalista junghiana, scrittrice e studiosa di arte e letteratura, ricordiamo anche “Fantasmi all’opera”, che analizza i fantasmi del mondo interiore, una riflessione esistenziale fra psicologia analitica e frammenti tratti dalla pratica clinica, che fa incursione nella letteratura fantastica, nella fiaba, nella poesia e nella filosofia estetica, sempre per Moretti & Vitali, come anche “Il satiro e la luna blu”, un viaggio verso la ricomposizione poetica dell’identità frammentata, che porta a riflettere sulla natura delle illusioni e dei “travestimenti” a cui l’Io è ricorso nel tentativo di adattarsi al mondo.

 

La redazione

Carla Stroppa, Il doppio sguardo di Sophia. L’eterno femminino e il diavolo, nella vita e nella letteratura, Moretti & Vitali, 2016