Articoli della sezione Antropologia



Carlo Pancera: “La forza del mito. L’eroico viaggio di J. Campbell attraverso la mitologia comparata” di Moretti & Vitali.

«Nessuno in questo secolo, né Freud, né Thomas Mann, né Lévi-Strauss, ha altrettanto riportato il senso mitico del mondo e le sue eterne figure nella nostra coscienza quotidiana»: così James Hillman misurò l’importanza dell’opera di Joseph Campbell (1904-1987), un corpus di straordinari titoli che continua ... continua

Claudio Widmann: “La realtà del male”.

A voler considerare l’espressione artistica come un’intuizione anticipatrice della psiche collettiva, la poetica di Fabrizio de Andrè rappresenta un punto cospiscuo da cui contemplare la psicologia contemporanea e la sua evoluzione. Una delle sue ballate (La cattiva strada , 1975) narra di una figura apparentemente improbabile che «sputò negli occhi a ... continua

Combinatoria della creatività.

Come ormai è d’uso, prima di accingermi a scrivere il mio intervento, sono andato su Internet a cercare la parola creatività, o "creativity". Ho trovato 1.560.000 siti dedicati a questo concetto e, dopo averne esplorati alcuni, ho deciso che potevo lasciare cadere gli altri. Vi dico subito ... continua

Le radici antropologiche delle terapie immaginative

La dimensione introversiva Se è vero quanto affermava Jung (che la psiche è immagine e tutta la vita psichica è un immaginare), non saremmo affatto sorpresi di incontrare tracce dell’immaginazione umana fin dai primordi dell’umanità e di riscontrare forme di attività immaginativa nella medicina più ... continua

Claudio Widmann: “Il tempo del morire. Momento fatale o tempo compiuto”.

La morte, una singolarità esistenziale. Viviamo in un modo complesso, dove i dati immediati dell’esperienza sempre più raramente aderiscono alla complessità del reale e sempre più faticosamente rispondono all’ampiezza delle conoscenze. Nemmeno la morte, il più incontrovertibile dei fenomeni, è un dato immediato della percezione e ... continua

Il gioco simbolico: nell’intervallo tra il balocco e il mondo.

"Sulla spiaggia di mondi infiniti giocano i bambini", L. Tagore "Quando un bambino gioca sta sempre almeno un palmo sopra se stesso", L.S. Vygotskij "Si viveva, cosí, nell’intervallo  ch’è tra il balocco e il mondo", R. M. Rilke   Il significato che riveste il gioco infantile nello sviluppo è assolutamente centrale, a partire dai 15 mesi, per ... continua

Motivi simbolici nelle lame dei Tarocchi.

Nel 1783 Court de Gebelin racconta così il suo incontro con i Tarocchi: “un attimo prima non ci pensavo neppure; conosce questo gioco? - mi dissero; lo guardo e subito vi riconosco l’Allegoria”. Mi è accaduto qualcosa di simile verso il 1983, quando vidi per ... continua

Intervista a Marie Louise von Franz.

Marie-Louise von Franz (1915-1998) allieva di Carl Gustav Jung (per il quale cominciò a lavorare nel 1933 come traduttrice e ricercatrice, e con il quale più tardi collaborò più strettamente fino alla morte di lui nel 1961 e alla cura di L'uomo e i suoi ... continua

Aime & Charmet: “La fatica di diventare grandi. La fine delle iniziazioni e dei riti di passaggio”.

Ho assistito alla scena nei giorni scorsi, mentre viaggiavo su una grande imbarcazione tra due isole dell’arcipelago della Nuova Caledonia, lontana appendice di Francia nei mari del Sud. Il mio vicino di posto, un kanak (è il nome della società autoctona) poco più che cinquantenne, ... continua