L’ organizzazione perfetta. Una saggezza antica al servizio dell’impresa moderna.

“Non sia turbolento né inquieto, non sia violento né ostinato, non invidioso né eccessivamente sospettoso altrimenti non avrà mai pace […] Nei suoi stessi comandi sia previdente e assennato e in ciò che impone nello spirituale o nel temporale agisca con saggezza e misura, imitando la discrezione del santo patriarca Giacobbe che diceva: se affaticherò i miei greggi in troppi lunghi cammini, mi morranno tutti in un giorno solo”, San Benedetto

 

La regola di San Benedetto, magna carta di tutto l’occidente Cristiano, è un punto di riferimento, per il rigore e la lucidità, l’ordine e l’umanità con cui tratta i problemi del vivere in comune, dell’andare avanti insieme per raggiungere traguardi, senza mai adagiarsi su ciò che si è conquistato, ma guardando sempre avanti cercando di individuare ciò che serve per fare meglio, cominciando dal migliorare se stessi per fare squadra, andando verso un obbiettivo comune, condividendo tutta la fatica ma anche la gioia della strada.

San Benedetto e con lui i benedettini sono i padri dell’Europa, all’origine inconsapevole e involontaria di un movimento economico e sociale così profondo e così vasto che l’evoluzione del medioevo, come spiega Léo Mulin, sarebbe difficilmente spiegabile senza la loro azione.

L’eredità benedettina, oltre alla “Regola”, conta circa 75.000 monasteri sparsi per tutta Europa, nei quali le comunità di migliaia di monaci amanuensi, con pazienza e dedizione, attraverso il lavoro manuale come momento fondamentale per la crescita dell’individuo e della comunità, hanno dato vita a scoperte, innovazioni e grandi processi di razionalizzazione sia dell’attività produttiva che agricola. I monaci benedettini, abilissimi architetti e progettisti, nonché uomini di scienza e studiosi, hanno creato i primi oleifici, realizzato le prime vetrerie e cartiere, portato avanti l’istallazione sistematica di mulini ad acqua, realizzato grandi bonifiche, inventato strumenti di lavoro che hanno reso possibile lo sviluppo delle arti e dei mestieri quali l’orologeria o, più semplicemente, la moderna enologia.

E che cosa ha permesso uno sviluppo del genere mentre l’Europa era attraversata da pestilenze, rovine e saccheggi? Che cosa ha fatto si che alcune abbazie diventassero punti di riferimento assoluti per la vita politica e sociale di allora? E soprattutto come hanno potuto dei monaci dedicati innanzitutto alla crescita spirituale, diventare fautori di uno sviluppo e di una ricchezza anche economica che non aveva pari in quei tempi?

Massimo Folador sviluppa in questo libro alcune importanti riflessioni prendendo spunto dalla regola, un insieme di valori e comportamenti che possono essere di grande ispirazione per tutti, a chi è responsabile di un impresa, leader di un gruppo, a chi opera in una comunità o in una azienda a qualunque livello.

Viene naturale leggendo questo libro, estendere queste riflessioni anche alla propria leadership personale, al “governo di sé”, alla gestione della propria “comunità interiore”.

Una riflessione sulla leadership, utile tutti coloro che si trovano a confrontarsi quotidianamente con il compito complesso della guida di se stessi, delle persone, dei gruppi e delle organizzazioni.

Recensione

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Massimo Folador, L’organizzazione perfetta La regola di San Benedetto. Una saggezza antica al servizio dell’impresa moderna. Milano, Guerini e Associati, 2006

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