Apollo. Dei ed eroi: pillole archetipiche. Laura Becatti conversa con Angelo Malinconico

apollo

Gli Dèi e gli eroi della mitologia offrono ancora oggi una chiave di lettura per interpretare i fenomeni psicologici e sociali del nostro tempo, il mondo esterno e interno, nella loro naturale ed essenziale capacità di evocare riflessioni di una attualità sconcertante e talvolta anche brutale.

Il centro culturale junghiano Temenos ha voluto dedicare alla mitologia una rubrica intitolata “Pillole Archetipiche”, per cercare nelle narrazioni della mitologia, modelli per orientarsi nella interpretazione della contemporaneità.

Come ci ricorda Joseph Campbell è come se gli antichi, nella loro esperienza di transito su questa terra, ci abbiano lasciato una mappatura dell’esperienza, “dell’esperienza di essere vivi” e questa trama è un mythologhéin, ossia una narrazione, una tessitura mitologica di modelli dell’esperienza interiore di chi ha viaggiato prima di noi.

Apollo nasce a Delo, un’isola galleggiante. È figlio di Zeus e di Leto e fratello gemello di Artemide. Sono gemelli “diversi”, perché l’una legata alla luna e alla natura, l’altro al sole e alla cultura. Apollo non viene allattato al seno, ma nutrito di nettare e ambrosia e, solo dopo quattro giorni dalla nascita, chiede a gran voce arco e frecce. Bellicoso e potente, le sue frecce colpiscono con precisione funesta.

Egli è in grado di mandare pestilenze ed epidemie, ed è responsabile di morti improvvise, ma è anche una divinità benefica e salutare (di lui si dice essere il padre di Asclepio e della scienza medica) Dio della musica della poesia, Apollo è inoltre in grado di concedere l’arte divinatoria, di dare la capacità di poter sentire le voci e i messaggi degli dei.

Apollo è bellissimo, il suo portamento è magnifico e il suo splendore è abbagliante. Tante sono le sue storie d’amore, ma la maggior parte, a partire da quella per Dafne, si concludono in tragedia. Spesso si innamora di giovanetti di straordinaria bellezza, una sorta di copia di sé, tra i tanti ricordiamo l’amatissimo Giacinto che involontariamente uccide.

Laura Becatti, psicologa e psicoterapeuta junghiana

Angelo Malinconico, medico psichiatra e analista junghiano

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