Jung, la vita e la morte. Dal Libro Rosso al Lamento dei morti.

Abbiamo ucciso i morti, e adesso ci aggiriamo in una vita che è poco più di un pregiudizio, lontani dalla pienezza dell’esistenza. Ecco il sintomo collettivo, la malattia di cui soffre la nostra cultura, e che le psicoterapie tentano invano di sanare.

Lo intuì un secolo fa. Jung, quando iniziò quella discesa nei propri abissi inferi che avrebbe speso anni a trascrivere, calligrafare e corredare di immagini sfolgoranti, consegnando poi il testo a un silenzio infranto solo nel 2009, con l’edizione che lasciò stupefatti: il Libro rosso, favoleggiato da tempo nelle cerchie junghiane, vedeva finalmente la luce e la sua unicità ancora da decifrare scuoteva non solo l’edificio della psicologia analitica ma ogni altra costruzione concettuale eretta sul territorio della psiche. Lì nulla potrà essere come prima.

È la convinzione comune di James Hillman, lo junghiano «eretico» più noto al mondo, e Sonu Shamdasani, che nella cura del Libro rosso – uscito con grande successo in traduzione italiana presso Bollati Boringhieri – ha profuso un molteplice ingegno. Nel clima sintonico creato dalla loro spigliata libertà intellettuale, conversano a caldo sul significato di un’impresa per cui vanno cercate le parole adatte al di fuori dei linguaggi specialistici, in direzione metaforica, poetica e drammatica.

Attraverso il dialogo di Hillman e Shamdasani si precisa così l’entità dello scotimento. La gerarchia dei vivi e dei morti ne esce capovolta, perché nel profondo di sé Jung non rinviene i traumi personali che l’abbaglio introspettivo è solito portare a galla; vi incontra invece le figure ancestrali della storia umana, i morti che lamentano di restare inascoltati. Soltanto se presteremo loro orecchio e li riaccoglieremo tra noi, sapremo curare la nostra sofferenza di vivi, senza sacrificare un passato inconciliato a un futuro esangue.

È questo, ribadiscono insieme Hillman e Shamdasani, il vero lascito di Jung: un moderno «libro dei morti» che non contiene istruzioni per l’aldilà, bensì un viatico terreno per restituire a ciascuno l’«anima» vivente”.

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Tavola Rotonda

Sabato 12 Dicembre 2015 Ore 14:00

Auditorium “E. Biagi” – Salaborsa Piazza Nettuno – Bologna

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Ore 13:30 – Registrazione partecipanti

Ore 14:00 – Laura Briozzo – Benvenuto del Presidente di Temenos

Ore 14:10 – Claudio Widmann – Introduzione e conduzione

Ore 14:30 – Marco Gay – “L’insistenza del passato e il compimento dei morti”

Ore 15:00 – Romano Madera  – “L’analisi come insegnamento simbolico della morte. Il senso dell’esercizio della morte e del momento presente nella filosofia antica e in C.G. Jung”

Ore 15:30 – Pausa

Ore 16:00 – Ferruccio Vigna –  “Vivere di morte, morire di vita (Eraclito)” 

Ore 16:30 – Ferdinando Testa  –  “Amore per le immagini. Rinascita e cura” 

Ore 17:00 – Antonio Vitolo –  “Senso, vita simbolica, creatio continua in C.G. Jung” 

Ore 17:30 – Discussione e chiusura dei lavori

 

 Scarica la locandina dell’evento

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La Tavola Rotonda vedrà la partecipazione dei seguenti relatori:

Romano Madera

Professore di filosofia morale e pratiche filosofiche all’Università Bicocca. Analista di formazione junghiana (AIPA). È tra i promotori di Philo e di SABOF (società di analisi biografica a orientamento filosofico). Scrive di psicoanalisi, di pratiche filosofiche e di scienze umane. Vive e lavora a Milano.

Marco Gay Psicoterapeuta e psicoanalista junghiano. È co-fondatore della scuola di formazione psicoterapeuta Li.S.T.A. Si è formato al C.G. Jung Institut di Zurigo e ha lavorato per sei anni alla clinica Zürichberg. Vive e lavora a Verona.

Ferdinando Testa 

Psicologo analista didatta del Centro Italiano di psicologia analitica (CIPA), Istituto meridionale e dell’International Association for Analytical Psichology (IAAP). È docente di psicologia del sogno presso il Cipa e di filosofia della immaginazione presso Sucf di Roma. Si occupa dello studio, della cura e della ricerca clinica nell’ambito della Sandplay Terapy. Vive e lavora a Catania.

Ferruccio Vigna

Neurologo e psicoanalista junghiano. Socio didatta e Presidente dell’Associazione per la ricerca in psicologia analitica (ARPA) e dell’International Association for Analytical Psichology (IAAP). Docente nella facoltà di psicologia dell’Università di Torino. Vive e lavora a Torino.

Antonio Vitolo

Psicologo analista junghiano, didatta dell’Associazione Italiana Psicologia Analitica (AIPA) e dell’International Association in Analytical Psycology (IAAP). Già docente a contratto Università Sapienza – Unina 2. Curatore con L. Aurigemma ed. Jung in Bibl. Bollati Boringhieri. Autore di libri e saggi. Ultimo “The analytical leitmotiv of Eranos Conferences”. Dir. Rivista “Tempo d’analisi. Paradigmi junghiani comparati”, Aracne. Lavora a Roma e Napoli.

Claudio Widmann

Psicologo psicoterapeuta e analista junghiano. Docente presso varie scuole di formazione in psicoterapia ed autore di alcuni volumi e numerosi articoli scientifici. Vive e svolge attività privata a Ravenna.

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Per informazioni, programma e iscrizioni:

TEMENOS, Centro cultrale Junghiano

Via Venturi, 20 – 40053 Bazzano Bo

E-Mail: temenosjunghiano@virgilio.it
E-Mail: info@temenosjunghiano.com
Telefono: 051 830840 – 0521 1895516 – Mob: 346 0867283
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