Inconscio, mito e teatro a cura di Ilaria Datta e Irina Casali

Jung parla della straordinaria mancanza di chiarezza delle cose inconsce. L’invisibile, popolato di spiriti, dei, demoni e tutto quello “strano” mondo che emerge nei sogni, tuttavia è una realtà, che ritroviamo, ad esempio, nei miti. Avvicinandosi ad esso, l’inconscio perde il suo aspetto inquietante e può diventare la chiave per approfondire la conoscenza di sé.

“La mia vita è la storia di un’autorealizzazione dell’inconscio”, scrive lo psicoanalista svizzero nella prefazione della sua autobiografia.

Il teatro è luogo dell’inconscio e manifestazione del sogno, sin dagli arbori della tragedia greca, in cui l’azione scenica era visione del coro.

C’è un legame tra il linguaggio delle immagini, del mito e il linguaggio teatrale, entrambi agiscono per ricomposizione degli opposti.

Questa conoscenza metaforica ed enigmatica non opera su concetti, ma attraverso eventi che accadono e si offrono alla nostra esperienza.

Vedremo la funzione creativa dell’inconscio, alla luce della quale l’arte e il teatro appaiono come forza rigeneratrice di espressione degli opposti, nel processo infinito di individuazione.

Irina Casali, attrice, regista e insegnante di teatro, direttrice artistica Acting Languages Academy

Ilaria Datta, psicoterapeuta analista, docente di psicoterapia

Con la conduzione di Laura Becatti, psicologa psicoterapeuta ad orientamento junghiano. 

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