“La pratica analitica”. Andrea Graglia intervista Augusto Romano

Augusto Romano, grazie alla sua lunga esperienza di analista junghiano, ci racconterà oggi le riflessioni che ha maturato nel corso del tempo in merito al pensiero di C.G. Jung, con uno sguardo particolare proprio sulla pratica analitica.

Proveremo a vedere se si può ancora parlare di attualità del pensiero junghiano e più specificamente se sia ancora pensabile un percorso analitico di orientamento junghiano nella società contemporanea.

Nella sua autobiografia Sogni, ricordi, riflessioni, all’inizio del capitolo intitolato “A confronto con l’inconscio”, Jung scrive: “Dopo la rottura con Freud cominciò per me un periodo di incertezza interiore, anzi di disorientamento. […] Avvertivo soprattutto la necessità di assumere un nuovo atteggiamento verso i miei pazienti. Risolsi, per il momento, di non fondarmi su presupposti teorici, ma di stare a sentire ciò che mi avrebbero detto essi stessi. […] Il risultato fu che i pazienti mi venivano a riferire spontaneamente i loro sogni e le loro fantasie, e io mi limitavo a chiedere: ‘Che cosa vi viene in mente in rapporto a ciò?’, o ‘Come lo spiegate?’, ‘Da che cosa deriva?’. Sembrava che le interpretazioni scaturissero da sole dalle spiegazioni e dalle associazioni dei pazienti. Evitavo ogni presa di posizione teorica, e mi limitavo ad aiutarli a capire le immagini oniriche da soli, senza applicare regole.”

Jung propone un metodo terapeutico essenzialmente basato sull’ascolto e sul confronto dialettico tra due persone, tra due sistemi psichici che entrano in interazione agendo l’uno sull’altro. In questo processo terapeuta e paziente sono posti sullo stesso livello: il terapeuta non è più colui che sa, che giudica, che consiglia, bensì partecipa al processo dialettico tanto quanto il paziente. In altre parole, il terapeuta non è più il depositario di una verità assoluta, che deve essere calata nella realtà individuale del paziente, bensì il suo compito consiste nel lasciare aperte le porte dell’inconscio, attraverso le quali il paziente possa scorgere il proprio cammino individuativo e diventare quello che egli è realmente.

Augusto Romano è analista junghiano, socio ordinario della IAAP (International Association for Analytical Psychology) e analista didatta dell’ARPA (Associazione per la Ricerca in Psicologia Analitica) della quale è stato uno dei fondatori. Ha insegnato Fondamenti di Psicologia Analitica nella Scuola di Specializzazione in Psicologia della Salute dell’Università degli Studi di Torino e pubblicato numerosi saggi.

Ha esplorato anche altri generi letterari, ad esempio con il suo recente romanzo La manutenzione dell’amore. Collabora a Tuttolibri, supplemento culturale del quotidiano La Stampa di Torino.

“La pratica analitica”. Andrea Graglia intervista Augusto Romano

Per leggere l’intervista in italiano si rimanda alla raccolta di interviste pubblicata da Temenos in:

L’attualità del pensiero di Carl Gustav Jung. Sguardi, pensieri, riflessioni