Prometeo. Dei ed eroi: pillole archetipiche. Laura Becatti conversa con Valeria Trapani

prometeo

Gli Dèi e gli eroi della mitologia offrono ancora oggi una chiave di lettura per interpretare i fenomeni psicologici e sociali del nostro tempo, il mondo esterno e interno, nella loro naturale ed essenziale capacità di evocare riflessioni di una attualità sconcertante e talvolta anche brutale.

Il centro culturale junghiano Temenos ha voluto dedicare alla mitologia una rubrica intitolata “Pillole Archetipiche”, per cercare nelle narrazioni della mitologia, modelli per orientarsi nella interpretazione della contemporaneità.

Come ci ricorda Joseph Campbell è come se gli antichi, nella loro esperienza di transito su questa terra, ci abbiano lasciato una mappatura dell’esperienza, “dell’esperienza di essere vivi” e questa trama è un mythologhéin, ossia una narrazione, una tessitura mitologica di modelli dell’esperienza interiore di chi ha viaggiato prima di noi.

“Abbiamo delle idee sulla somiglianza dell’uomo a Dio, e dimentichiamo gli dei. Tra un pò, quando avremo investito tutta la nostra energia in forme razionali , loro ci strangoleranno.” (C.G. Jung da Seminari- Analisi dei sogni , pag. 526)

Nella versione del mito raccontata nel Protagora di Platone si dice del tempo in cui  gli dei decisero che era arrivato il momento di generare esseri mortali. Mescolarono terra, fuoco ed altri elementi e, prima di darli alla luce, chiesero a Prometeo (colui che pensa in anticipo)  e a suo fratello Epimeteo (colui che pensa dopo) di distribuire loro delle caratteristiche utili per la sopravvivenza.

Epimeteo pregò Prometeo di lasciargli il compito della distribuzione e di verificare dopo il lavoro fatto. E così fu. Epimeteo distribuì ali ad alcuni esseri, unghie e denti ad altri , la forza ad alcuni e la velocità ad altri e così via, zoccoli, pelliccia, corazze… Ma Epimeteo, dalle scarse capacità previsionali,  fece male i conti nella distribuzione consumando tutte le risorse prima di esaurire l’elenco degli esseri. Quando Prometeo arrivò per fare il controllo si rese conto  che l’essere umano era rimasto senza alcuna dote; era nudo, scalzo, senza particolare forza o velocità … inerme.

Per cercare di sopperire all’errore del fratello, Prometeo andò a rubare l’abilità tecnica di Atena e il fuoco di Efesto facendone dono all’uomo.

Resosi conto del furto, Zeus punì  Prometeo, ma contemporaneamente si preoccupò che questo furto divino fosse utilizzato bene dagli esseri umani e inviò Hermes a  portare agli uomini il rispetto e la giustizia e volle che questi doni fossero distribuiti a tutti e che tutti ne potessero partecipare. …”e stabilisci in mio nome una legge per la quale chi non può partecipare di rispetto e giustizia sia ucciso come peste della città”

Laura Becatti, psicologa e psicoterapeuta junghiana

Valeria Trapani, medico, psichiatra e psicoterapeuta junghiana

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