“Sincronicità”: Andrea Graglia Intervista Claudio Widmann.

Era l’inizio del 2010, credo, quando nel reparto “libri” all’interno di un autogrill, mi imbattei in un libro di cui non conoscevo l’esistenza ma il cui titolo (Psicologia dei fenomeni occulti) e la cui immagine di copertina (il Paesaggio con tomba, bara e civetta del pittore tedesco Caspar David Friedrich) attirarono immediatamente la mia attenzione.

Ne sfogliai le pagine e rimasi incuriosito dal fatto che l’autore fosse un uomo scientifico, uno psichiatra, il quale tuttavia si era avvicinato ad un tema così misterioso e sfuggente come quello dei cosiddetti fenomeni occulti. Un anno dopo circa mi laureai in psicologia: la mia era una formazione di tipo cognitivo-comportamentale, che allora sembrava corrispondere ai miei gusti, al punto che già immaginavo di iscrivermi di lì a breve ad una scuola di psicoterapia del medesimo orientamento.

Alcuni miei parenti mi regalarono un libro, confessandomi che, non avendo loro competenze in materia, erano entrati in libreria e si erano completamente affidati al commesso, chiedendogli quale fosse un’opera importante nell’ambito della psicologia, che valesse la pena di regalare ad un neo-laureato: il commesso consigliò il libro che i miei parenti in effetti acquistarono e che poi mi consegnarono impacchet212 tato. Dopo averlo scartato, mi trovai tra le mani un tomo di enormi dimensioni e dalla copertina di colore rosso: lessi il nome dell’autore e fui sorpreso nel vedere che era lo stesso del libro che avevo acquistato l’anno prima in autogrill.

Il regalo era il Libro Rosso e l’autore era Carl Gustav Jung, che allora praticamente non conoscevo (già, pare sorprendente, ma nel contesto accademico era stato diligentemente escluso dagli insegnamenti) ma che in seguito sarebbe diventato una parte fondamentale della mia vita.

Qualche anno dopo, infatti, abbandonai la mia formazione cognitivista per scegliere di iscrivermi ad una scuola di specializzazione in psicoterapia junghiana.

Questa strada che ho intrapreso mi porta oggi ad intervistare uno dei massimi rappresentanti del panorama junghiano, Claudio Windmann. Ho deciso di raccontare l’aneddoto autobiografico iniziale non per un vezzo narcisistico (o non soltanto), bensì perché credo che il racconto di questi eventi apparentemente slegati tra di loro, ma tra i quali sento correre un filo invisibile, possano introdurci al tema che affronteremo oggi, tema che riguarda l’esistenza di ognuno di noi.

Capita a tutti noi, infatti, di imbatterci in strane “coincidenze,” di vivere esperienze particolari che ci toccano profondamente e che sembrano non essere spiegabili in base alle consuete leggi causali.

Un amico che non sentiamo da tempo e che improvvisamente ci chiama al telefono proprio mentre stavamo pensando a lui; un sogno che abbiamo fatto e che sembra anticipare un evento che poi si verifica nella realtà; un numero che, inspiegabilmente, incontriamo più volte e in diverse circostanze nel corso della stessa giornata…

Carl Gustav Jung, fondatore della psicologia analitica, ha studiato a lungo questi fenomeni cercando di darne un’interpretazione basata su una concezione del mondo diversa da quella causalistica o deterministica a cui siamo abituati, dove un evento ne causa necessariamente un altro e dove si tende pertanto ad interpretare la realtà in termini di causa-effetto; quella proposta da Jung è invece una concezione in cui tutti gli aspetti della realtà, materiali e psichici, sono strettamente interconnessi, per cui non esistono elementi separati interpretabili come causa ed effetto, come prima e dopo, dentro e fuori.

 

“Sincronicità”: Andrea Graglia Intervista Claudio Widmann.

L’attualità del pensiero di Carl Gustav Jung. Sguardi, pensieri, riflessioni

 

Claudio Widmann è psicologo-psicoterapeuta, psicoanalista analista junghiano, che vive ed opera a Ravenna. All’attività clinica affianca quella di docente presso varie scuole di specializzazione in psicoterapia e ha tenuto lezioni e seminari presso università sia italiane sia straniere. Oltre a partecipare come relatore a convegni internazionali (dall’Italia al Giappone, dalla Francia all’Ungheria), ogni due anni organizza importanti convegni di psicologia junghiana, tra questi anche il meeting dedicato a Sincronicità e coincidenze significative. È autore di numerose pubblicazioni che rileggono alla luce della simbologia aspetti ordinari e straordinari della vita psichica; il suo ultimo volume è un’accurata, ma agevole introduzione alla sincronicità.