Ulisse. Dei ed eroi: pillole archetipiche. Paolo Melegari conversa con Michele Oldani

pillole archetipiche

Gli Dèi e gli eroi della mitologia offrono ancora oggi una chiave di lettura per interpretare i fenomeni psicologici e sociali del nostro tempo, il mondo esterno e interno, nella loro naturale ed essenziale capacità di evocare riflessioni di una attualità sconcertante e talvolta anche brutale.

Il centro culturale junghiano Temenos ha voluto dedicare alla mitologia una rubrica intitolata “Pillole Archetipiche”, per cercare nelle narrazioni della mitologia, modelli per orientarsi nella interpretazione della contemporaneità.

Come ci ricorda Joseph Campbell è come se gli antichi, nella loro esperienza di transito su questa terra, ci abbiano lasciato una mappatura dell’esperienza, “dell’esperienza di essere vivi” e questa trama è un mythologhéin, ossia una narrazione, una tessitura mitologica di modelli dell’esperienza interiore di chi ha viaggiato prima di noi.

Ulisse ha rappresentato nel tempo, da Dante fino a Joyce, motivo di ispirazione e riflessione.

Come mai, soprattutto oggi, l’Odissea è sentito come un viaggio così affascinante?

Il senso dell’errare, l’astuzia di Ulisse, la nostalgia del ritorno, il rapporto tra padre e figlio sono solo alcuni dei temi che l’Odissea porta in scena.

Quali spunti di riflessione Omero ci offre per riflettere sulla nostra contemporaneità?

Paolo Melegari, psicologo e psicoterapeuta junghiano

Michele Oldani, psicoanalista e sociologo

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