“Un sogno lungo cent’anni”: Laura Briozzo Intervista Marco Garzonio.

LAURA BRIOZZO. Oggi siamo qui per focalizzarci sull’attualità del pensiero di Carl Gustav Jung. Dottor Garzonio, Jung affermava: «In quanto psicologi abbiamo innanzitutto il compito e il dovere di comprendere la situazione psichica del nostro tempo.» Cosa direbbe Jung, secondo lei, se si trovasse a vivere il nostro tempo? Ribadirebbe le stesse considerazioni che aveva fatto 70 anni fa oppure modificherebbe le sue teorie?

MARCO GARZONIO. Sono convinto che ribadirebbe quello che ha scritto in un saggio significativo compreso nel volume che contiene i principi di psicoterapia.

Sono talmente convinto che l’anno scorso, come CIPA, nel ricordare i 50 anni della nostra fondazione, la frase di Jung che lei citava l’abbiamo messa in esergo in tutte le manifestazioni che abbiamo svolto in varie parti d’Italia.

Questo perché abbiamo ritenuto che festeggiare i 50 anni di una società analitica avrebbe avuto senso se non fosse stata un’operazione puramente celebrativa, magari un po’ “narcisistica”, ma un riportare al centro della nostra riflessione e del collettivo a cui ci proponevano, come mondo della cultura, dell’opinione pubblica, dei colleghi anche di alte discipline, proprio questo nodo centrale: in quanto psicologi e psicoanalisti, come dovere professionale, come principio etico-deontologico a cui ispirarci e come atteggiamento nei confronti della vita abbiamo il compito di cercare di capire che cosa sta succedendo nel mondo.  Jung in un altro passaggio, sempre nel saggio sui “Principi di Psicoterapia” che abbiamo prima citato, fa un’affermazione a mio avviso fondamentale che oggi ribadirebbe quando dice che lo psicologo deve avere una «visione generale del mondo» a cui ispirarsi, per cui giocarsi.

Non basta averla ed enunciarla (sarebbe ideologia) ma è indispensabile possederla intimamente, crederci e professarla.

Dobbiamo anche affrancarci da quei pregiudizi ideologici che in molte discipline, ed è grave se e quando accade nella nostra, molte volte ci hanno portato ad una sorta di scissione interna per cui io ho la mia visione generale e culturale (chi siamo, da dove veniamo, dove puntiamo, eccetera) ma me la tengo per me: nella stanza d’analisi (setting) cerco di adeguarmi a delle teorie o comunque di essere neutro. Noi non siamo, non possiamo e non dobbiamo essere neutri perché nel momento in cui una persona ci chiede aiuto stabiliamo una relazione.

La persona si rivolge a noi per il sintomo, è evidente, ma se facciamo gli analisti sappiamo che il sintomo è la superficie e dietro quella manifestazione esteriore c’è una domanda di senso, molte volte c’è la richiesta di aiuto nel confrontarci con una visione generale del mondo. Senza dilungarmi troppo, credo che Jung oggi, proprio per come l’ho conosciuto io, per come cerco di praticare oggi il suo orientamento nel mio lavoro e nella mia vita, avrebbe ancora molta predisposizione verso gli enunciati di cui abbiamo parlato.

“Un sogno lungo cent’anni”: Laura Briozzo Intervista Marco Garzonio.

L’attualità del pensiero di Carl Gustav Jung. Sguardi, pensieri, riflessioni

 

Marco Garzonio, psicologo analista e psicoterapeuta, è socio del CIPA (Centro Italiano di Psicologia Analitica), Associazione storica dello junghismo in Italia, della quale è stato Presidente nazionale per otto anni e dove svolge funzione di training e di docenza in Psicologia del sogno e in Produzioni inconsce non oniriche. È socio della IAAP (International Association for Analytical Psychology) e membro della ISST (International Society for Sandplay Therapy); nell’ambito di questa è stato socio fondatore della sezione italiana (AISPT), ove oltre alla funzione didattica ha il Coordinamento scientifico del Corso di Perfezionamento in Sandplay Theraphy. Giornalista professionista ha lavorato per anni al Corriere della Sera, di cui oggi è editorialista. È autore di numerosi volumi tradotti anche all’estero e di testi messi in scena al Festival dei due Mondi di Spoleto, al Piccolo Teatro e al Teatro dell’Arte di Milano. Con Ermanno Olmi ha scritto soggetto e sceneggiatura di vedete, sono uno di voi, film sul Cardinal Martini.